Sostenibilità

La transizione sostenibile auspicata da tanti è per noi di BVio lo scopo madre che alimenta il nostro business. Essa diventa realizzabile solo a una condizione: che ci siano aziende disposte a investire per innovare i prodotti e innovarsi nei processi. Per alcune di loro lo stravolgimento sarà radicale; un esempio sono le case automobilistiche, chiamate ad abbracciare il paradigma dell’elettrico. E devono fare in fretta, perché la tabella di marcia è serrata.

Sembrano passati secoli da quando le imprese che parlavano apertamente di sostenibilità apparivano come alternative, visionarie, fuori dagli schemi. Oggi non possono farne a meno. Lo dimostra il fatto che gli obiettivi ambientali e sociali siano dichiarati a chiare lettere nei siti web, nelle pubblicità, nei discorsi degli amministratori delegati.
Ma i loro sono impegni concreti per assicurare un futuro al pianeta, oppure puri e semplici stratagemmi di marketing per agganciarsi ai trend di mercato? Di fronte a questa domanda, il pubblico si spacca a metà. Dimostrando quanto i consumatori siano ormai parecchio smaliziati.
Quando scelgono i prodotti da mettere nel carrello, in casa o nel guardaroba, vanno alla ricerca di informazioni trasparenti (35 per cento), garanzie sul controllo della filiera (31 per cento), loghi e certificazioni (23 per cento) e informazioni sulla compensazione delle emissioni (15 per cento).
Pochi, circa il 10 per cento, prendono in considerazione lo strumento principe per la rendicontazione delle performance ambientali, sociali e di governance, cioè il report di sostenibilità. Ancora meno, il 3 per cento, lo status di società benefit o di B Corp.

Di fronte a un cambiamento tanto epocale, non c’è più spazio per le parole vuote di significato o le operazioni di facciata; in una parola, per il greenwashing. Anzi, andare alla ricerca di scorciatoie è controproducente, se non altro perché i clienti rischiano di accorgersene e di condannarle senza appello. La strada da seguire è un’altra: è quella dell’innovazione sostenibile. È più dispendiosa, delicata, talvolta tortuosa, ma è l’unica che ci permette di affrontare le grandi sfide del presente.